12.3.09

Gerusalemme e Atene

Io credo realmente, anche se a quanto pare ciò Le sembra fantastico, che l'ordine politico perfetto tratteggiato da Platone e Aristotele è l'ordine político perfetto. Oppure lei crede allo Stato mondiale? Se è vero che l'autentica unità è possibile solo grazie a la conoscenza della verità o grazie alla ricerca della verità, allora una autentica unità di tutti gli uomini ci sarà solo grazie alla divulgazione di una dottrina filosofica definitiva (che ovviamente non esiste) oppure quando tutti gli uomini saranno filosofi (non Dottori in Filosofia eccetera), cosa altretanto inconcepibile. Quindi ci possono essere soltanto società chiuse, cioè Stati. Ma se così è, si può mostrare in base a considerazioni politiche che la piccola città-Stato è in linea de massima superiore al grande Stato o allo Stato territoriale-feudale. So bene che oggi non la si può ristablire (1), ma che la soluzione del tutto moderna, è contra naturam, lo dimostrano le famose bombe atomiche, per non parlare delle città con milioni di abitanti, di gadgets, funeral homes, "ideologie". Chi ammete che Orazio non parlava a vanvera, dicendo "naturam furca expelles, tamen usque recurret, ammette anche la giusteza di massima della politica platonico-aristotelica. Sui particolari si può discutere, anche se io personalmente potrei sottoscrivere tutto ciò che auspicano Platone e Aristotele (ma lo dico solo a Lei).
Contro Platone-Aristotele c'è solo una obiezione: ed è il factum brutum della rivelazione, o del Dio "personale". Dico: factum brutum -perché a favore della fede non c'è nessun argomento, teorico, pratico, esistenziale... neanche l'argomento paradossale (un paradosso è in quanto tale contestabile dall'intelletto, come dimostra ampiamente Kierkegaard) della ágnoia theoú che caratterizza l'autentico filosofo (2).
Questo mi porta a "Gerusalemme e Atene". (...)
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1. Ma oggi viviamo precisamente nella situazione estremamente sfavorevole; la situazione tra Alessandro Magno e le poleis italiane del tredicesimo-quindicesimo secolo era netamente più favorevole.
2. Husserl mi disse una volta, quando lo interrogavo riguardo alla teologia: "Se un Dio datum esiste, noi lo descriviremo".
Così era (delizioso?). Il problema è che coloro che credono di sapere qualcosa du Dio negano che egli sia un datum descrivibile.
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Leo Strauss a Dialogo sulla modernità. Correspondència amb Karl Löwith.
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1 comentari:

Noctas ha dit...

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